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Un reportage sulle piramidi poco conosciute dell’antica Nubia

Gabriella Infante
N
2'
17 maggio 2017 17/05/2017

Nel 2011, il fotografo Christopher Michel scoprì un corso online sull’antico Egitto e si iscrisse. Circa sei anni dopo, partì per un viaggio di 8,509 miglia, verso i deserti arancioni del Sudan.

Anche se è meno famoso del raggruppamento delle piramidi a Giza in Egitto, il complesso a Meroë in Sudan è notevole. Più di 200 piramidi, principalmente databili dal 300 al 350 A.C., segnano le tombe di reali del Regno di Kush, che governò l’antica alta Nubia per secoli. Sono state riconosciute come patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma rimangono relativamente sconosciute.
Le piramidi nubiane si differenziano da quelle egiziane: sono più piccole, con molti lati più profondi e per la maggior parte sono state costruite duemila anni dopo quelle di Giza.

 

Lo sconfinato deserto sudanese vicino alle piramidi di Meroë.

Le dune di sabbia minacciano costantemente di coprire le piramidi.

Le ripide piramidi nubiane più piccole differiscono significativamente dalle loro omologhe egiziane.

I lavoratori rimuovono continuamente la sabbia dalle piramidi per tenere a bada il deserto.

Alcune delle piramidi sembrano nuove perché sono state ricostruite.

Vita nomade presso un pozzo.

Palette di colori dal Sudan: blu e arancione.

Gli abitanti della zona offrono escursioni a cammello a prezzi onesti.

Un’occhiata alle differenze tra le piramidi ricostruite e originali.

Le tempeste di sabbia mescolano cielo e terra.

 Tutte le foto sono di Christopher Michel.

 

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