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iPod nano, grazie e a risentirci

Luca Murante

Sembra passata un’eternità, ma l’iPod Classic è già uscito di scena tre anni fa. Oggi, Apple ha annuncio ufficialmente la morte dell’iPod nano. Ci sembra normale usare lo smartphone, o l’iPhone per rimanere in casa Apple, ma anni fa, prima che i lettori mp3 perdessero la loro identità, l’iPod nano è stato un’icona di design, piccolo, semplice, divertente. Per 16 anni ha venduto quasi 400 milioni di pezzi, ha reso la metropolitana silenziosa, le città piene di umani con un filo bianco disegnato sui vestiti. Alcuni modelli sono stati più fortunati di altri, ma la sostanza, è rimasta costante per tutto il tempo.

2005: il primo Nano

Solo bianco, solo nero. Questo primo modello era di fatto una versione ridotta dell’iPod “grande”, con il retro cromato e il fronte extra-lucido. L’iPod Nano era il trionfo della tecnologia, 42 grammi di design. La piccola ghiera allineata sotto il piccolo schermo a colori. Non era più come gli altri iPod, grossi, pesanti, lenti (e mossi da piccoli hard disk meccanici). La sua presentazione, inoltre, è leggenda: Steve Jobs lo tira fuori dal taschino dei suoi jeans.

2006: colors

Avendo posseduto il Nano del 2005, è chiaro come l’anno successivo un po’ mi sia sentito un tipo vissuto quando – siamo nel 2006 – il Nano cambia forma e materiali: ora completamente in alluminio tinto in vari colori con bordi tondeggianti. Questo design lo rende di fatto simile al vecchio iPod Mini di cui ha preso il posto.

 

2007: il nano cicciottello

Ci avrebbe gridato «Je suis cicciottell»! Ogni oggetto prodotto in milioni di pezzi ha qualche punto basso nella catena dei suoi redesign. Il Nano segna questo record nel 2007 quando, data la volontà di Apple di vendere i video musicali su iTunes, lo schermo diventa orizzontale e suggerisce a questo iPod una forma non più allungata, ma goffa, quasi quadrata. Nuovi colori pastello e varie introduzioni non solleticano nessuno. Pessima esperienza insomma, che sappiamo non si sarebbe ripetuta con i modelli successivi. Per tutti, questo iPod è il fat Nano.

2008: questo è stiloso

Apple torna alla forma originale, ma con uno schermo più alto. Dopo la scivolata sul fat Nano, probabilmente questo modello tocca la vetta più alta del suo design. Il Nano di 4a generazione è molto stiloso nel suoi nove colori. Con l’iPod Touch già in vendita però, viene un po’ di tristezza a pensare che il tempo delle ghiere cliccabili stia per finire.

2009: il Nano fa le foto!

Il modello di 5a generazione è una leggera iterazione del modello precedente: ha lo schermo leggermente più grande e, sorpresa delle sorprese, ha una fotocamera sul retro. Non sarebbe servita a molto e soprattutto non sarebbe durata molto, come si capisce dal modello uscito l’anno successivo.

2010: minuscolo touch

Questo modello sta qui sulla mia scrivania mentre scrivo questo post. Apple in sostanza prende uno Shuffle e gli piazza uno schermino touch sopra. Siamo lontani dalle linee classiche di un iPod, e questo modello suscita sentimenti contrastanti, tant’è vero che qualcuno lo trasforma in uno smartwatch ante litteram.

Dal 2012 al 2015

Siamo nel 2012, il mondo è un posto diverso rispetto alla nascita degli iPod, nel lontano 2001: gli smartphone hanno relegato i lettori mp3 in un angolo perché di fatto ne integrano uno bell’e pronto, la musica in streaming avrebbe presto soppiantato le enormi librerie iTunes. L’ultimo modello di iPod nano a tratti non sembra neanche un prodotto Apple. Sul suo schermino touch icone colorate ti permettono di accedere alle oramai conosciute funzioni, su un sistema senza nome e non aggiornabile. Resta qualche assonanza, ma sarà l’ultimo a cedere il passo, definitivamente.

 

Grazie, iPod nano, a risentirci.

 

Foto di copertina: Amin Allen Tabrizi

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