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Facebook Questions: addio Quora?

Gabriella Infante
F
3'
2 maggio 2011 02/05/2011

Finalmente è arrivata anche sui profili e le pagine della versione in lingua italiana di Facebook, la funzione “Questions”, lo strumento attraverso il quale possiamo proporre domande ai nostri amici/fan con la stessa semplicità con la quale condividiamo un link o un aggiornamento di stato.
Inserita la domanda, è possibile attivare anche l’opzione sondaggio: ci basterà pre-inserire le risposte et voilà. I nostri amici/fan hanno la possibilità di rispondere, suggerire nuove risposte, commentare, suggerire agli amici, insomma un’interazione completa in puro stile Facebook. A differenza delle App esistenti e che permettono di creare sondaggi, adesso fornire una risposta è molto più agevole, poiché si evita di passare attraverso l’autorizzazione che forniamo normalmente alle app di accedere ai nostri dati, operazione che fa perdere per strada una buona percentuale di ben intenzionati.

Fin qui niente di particolarmente innovativo: del resto siamo abituati a vedere Facebook intercettare le tendenze emergenti del web e farne strumenti che aggiunge uno sull’altro alla sua offerta. Dopo Places che cavalcava l’onda esplosiva dei Social Network basati sulla geo-localizzazione come FourSquare e Gowalla e di Deals, MarketPlace, etc. ecco Questions, che sembra seguire la scia del fresco successo di Quora.

In realtà le differenze con servizi come Quora ed il più datato YahooAnswers sono molte: su Questions si sceglie tra risposte multiple e, in ogni caso, non c’è la possibilità di argomentare, nè di creare un vero e proprio botta e risposta intorno ad un argomento. In questo senso, Questions mi sembra “condannato” dalla nascita a servire due tipi di obiettivi:

1. ottenere una risposta secca, che equivale ad un consiglio o un suggerimento, dai propri amici;

2. ottenere risposte dai propri clienti/fan attraverso un sondaggio, quindi la vera e propria espressione di una preferenza.

Messe così le cose, Questions sembra poter essere uno strumento molto più utile nelle mani di aziende e brand, che in quelle delle persone. Ho letto interventi entusiasti da parte dei marketing-boy ed soprattutto dei buzz-marketing-boy che vedono nello strumento un modo per aggirare una parte delle ricerche di marketing: attraverso un sondaggio su Facebook, le aziende possono ottenere le risposte che cercano dai propri clienti e, tra il non detto che motiva l’entusiasmo, c’è la supposizione di poter orientare le scelte dei clienti attraverso le preferenze che gli altri mostrano per questa o quella opzione, tutte in pubblico.

Nutro qualche dubbio sulla possibilità che Questions possa arrivare ad impensierire servizi come Quora o lo stesso YahooAnswers, servizi dedicati, “corposi”, in cui le risposte possono essere argomentare, si dà uno scambio più ricco e complesso e nei casi migliori (come quelli delle grandi Q&A board, come StackOverflow), si dà luogo alla creazione di conoscenza condivisa. Inoltre i contenuti delle diverse board sono indicizzate da Google perché pubblici e, quindi, sono destinati ancora per molto a saziare la necessità di informazione da parte delle persone.

In più le Q&A board ci mettono in contatto con “sconosciuti” ai quali rivolgiamo le nostre domande, che possono “uscire” così dalla cerchia dei nostri amici/conoscenti. Particolare questo che Facebook ha tenuto in considerazione quando ha stabilito che la mission di Questions fosse quella di poter “ottenere risposte dalla persone di cui ci fidiamo”

Certo, un po’ spaventa ed affascina la facilità con la quale Facebook è in grado di introdurre, integrandoli nella loro versione base, servizi che rappresentano il core-business di altrettante aziende, anche ben in salute. Queste manovre si inseriscono perfettamente nel discorso di crescita di Facebook, che come lo stesso Zuckerberg raccontava a Wired qualche tempo fa, vuole rappresentare il più grande ed onnicomprensivo riferimento online delle persone, un servizio completo in grado di saziare qualsiasi necessità informativa delle persone, finendo per fare le scarpe a tutti gli altri servizi web, Google compreso. I tempi non sono ancora maturi, ma le prospettive sembrano prendere corpo. È pur vero che all’introduzione di ogni nuova forma di interazione, Facebook mette in moto ed amplifica dinamiche sociali che coinvolgono più di 500 milioni di persone. Vedremo.

Che ne pensate? Trovate utile il servizio Facebook Questions o continuate a preferire i servizi di Q&A dedicati?

  • Le domande a cui si ottiene una risposta, utilizzando Facebook Answer, restano all’utente che le pone non andando a finire in rete (poichè non indicizzate dai mdr) ergo nessun altro potrà trarne beneficio.
    Quante volte invece Yahoo Answer ha dato risposta, senza nemmeno averlo dovuto chiedere, ai quesiti più folli che mi ero posto :)

  •  E invece perchè non valutare quello che davvero è, cioè che l’unico vero servizio che ha un futuro in termini di “Questioning” è Aardvark?

    • Aardvark, in effetti, sembra davvero destinato al successo. Tuttavia nutro sempre qualche riserva per i servizi di domanda/risposta secca che non consentono una vera e propria creazione di conoscenza condivisa e a disposizione di tutti in cui posso, ad esempio, cercare tra le domande già poste evitando di farne di nuove ogni volta..

  • Pingback: FF3300 – Blog » Facebook e Quora()

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