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L’effetto Amazon nell’e-commerce della moda

Gabriella Infante
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Dopo anni di esperienza accumulata nel settore Fashion e il sonoro fallimento di BuyVip, Amazon ha finalmente scoperto le carte e – come al solito – ha lanciato un nuovo servizio destinato a segnare un nuovo passo nell’industria dell’e-commerce di moda. La scorsa settimana, infatti, ha presentato il servizio Wardrobe per i suoi utenti Prime (il servizio è attualmente in beta per gli utenti statunitensi): scegli gli abiti che ti piacciono, li ricevi a casa, li provi, tieni e paghi solo quelli che vuoi (con uno sconto del tipo più spendi, più risparmi).

 

 

Non è difficile intuire che questo nuovo servizio è destinato ad alzare l’asticella nelle aspettative dei consumatori riguardo allo shopping online e a far sentire – ancora una volta – il cosiddetto “effetto Amazon”, che consiste sostanzialmente nel proporre un modello di consumo e di servizio dall’alto valore aggiunto in termini di ampiezza del catalogo, disponibilità, spedizioni veloci e gratuite, etc. che finisce per diventare uno standard nella mente dei clienti e, di conseguenza, per i servizi concorrenti che risultano di fatto obbligati ad adeguarsi.

L’introduzione di Wardrobe è una mossa in perfetto stile Amazon – un servizio che prende a spallate gli ultimi brandelli di ritrosia dei consumatori riguardo all’acquisto di capi di abbigliamento ed accessori online: la possibilità di provare prima di acquistare. Ed Amazon può permetterselo perché può mettere in campo il suo imponente sistema logistico, magazzini sparsi in tutto il mondo, forza lavoro, investimenti. E questo consente al gigante di Jeff Bezos di lanciare una sfida a tutto campo ai protagonisti – specializzati – del settore, come Asos, Zalando e Boohoo con i quali condivide sostanzialmente un catalogo basic.

Non è affatto scontato, tuttavia, che l’effetto Amazon interessi solo i grandi siti di shopping di moda economici e non finisca per imporre il suo standard anche a giganti come Yoox, Net-a-porter, Farfetch, etc.

Questi ultimi tuttavia, non stanno a guardare e già da tempo hanno introdotto servizi personalizzati a favore dei clienti premium come saldi privati, accesso privilegiato alle nuove uscite, servizi di concierge e styling. Net-a-porter, ad esempio, ha lanciato il servizio You try, we wait per i suoi clienti oro: l’ordine viene consegnato il giorno stesso a mano da un personal stylist che riporterà indietro tutto se i capi non dovessero piacere. Everlane, invece, garantisce consegne in un’ora in tutta New York, per fare un altro esempio.

Ma c’è un lato che può far stare tranquilli ancora per un po’ i protagonisti del settore Fashion: Amazon ha ancora tanto, tanto terreno da recuperare in termini di contesto all’interno del quale avviene la scelta e l’acquisto. La fotografia di qualità, l’appeal, il contesto estetico in generale rappresentano un fattore determinante, come sostiene Jill Manoff su Glossy. Ed in questo caso, sarà Amazon a doversi adeguare.

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