Motorola scimmiotta Apple 1984, ma dimentica un paio di cose.

Gabriella Infante
I
3'
9 febbraio 2011 09/02/2011
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Il mega-evento mediatico della finale del Super Bowl, come ogni anno, rappresenta un evento altrettanto importante per i mega-brand globali, gli investimenti e la creatività pubblicitaria. Anche quest’anno, i grandi Brand si sono dati da fare.
Quello che ha catturato la mia attenzione più di tutti è il caso Motorola, che lancia il suo nuovo tablet Xoom: ad occhio e croce, la “storia” che ci ha raccontato fa acqua da tutte le parti.

Mia personalissima e (poco) documentata ricostruzione:

Ti prepari al lancio di un tablet, un mercato in cui iPad è IL tablet. Tu sei Motorola e di fronte hai Apple. Ok, come la mettiamo?
Hai provato a tematizzare, dal tuo punto di vista, un argomento che ha fatto la fortuna del tuo concorrente: non solo il profetico “think different”, ma meglio ancora lo spot di tutti gli Spot – 1984, per la regia di Ridley Scott (spot andato in onda una e una sola volta in Tv proprio durante la finale del Super Bowl dello stesso anno. No, non era una coincidenza). In quel caso Apple avrebbe liberato le menti tenute in scacco dal Grande Fratello (IBM), promettendo Libertà. Apple lanciava un sistema operativo, una metafora del pensiero, un sistema concettuale differente dagli altri. Ecco lo spot, se vi servisse un ripasso:

Adesso tocca a te, ci siamo. Da qui è un gioco da ragazzi andare avanti di metafore: il Grande Fratello diventa Apple; e gli “schiavi” sono i milioni di Apple-user; e la dittatura (detto in altri termini: quote di mercato) dovrebbe aver fatto il suo tempo; e quanto è bello essere diversi; e a pensare in maniera diversa ci si guadagna sempre e poi… vuoi mettere sentirsi alternativi?; etc. etc.

Hai impacchettato il tuo teaser e lo hai proposto giorni prima su Youtube. Eccolo:

Sei andato giù pesante additando Apple come il dittatore che ci tiene tutti in scacco. Hai sostenuto che viviamo come in 1984 e hai gridato la necessità di avere alternative e ti sei eletto nostro benefattore: “it’s time to live a free life”.

Poi hai impacchettato il tuo spot ed hai sborsato i tuoi quattrini per mandarlo in onda durante l’evento sportivo. Ecco qua:

Hai fatto il tuo, ma forse hai dimenticato qualcosa.

1. Hai dimenticato il misticismo e la profezia.

Hai scimmiottato in chiave moderna uno spot che sta sui manuali di pubblicità: molto difficilmente ci finirà anche il tuo tra vent’anni.
Non hai promesso un nuovo modo di pensare, non hai proposto un paradigma alternativo: ci hai mostrato uno Strumento, più veloce, più potente e che corregge quei particolari che tutti i detrattori Apple avanzano ad ogni piè sospinto.
La libertà dov’è? Nella possibilità di acquistare Xoom piuttosto che iPad? Dov’è l’invenzione? Dov’è la promessa? Dov’è l’innovazione? Forse in un prodotto che arriva secondo o terzo in un mercato che fino a poco più di un anno fa sonnecchiava lento? Un prodotto basato su un sistema operativo terzo di cui non hai nessun merito?

2. Hai dimenticato che è stata Apple a rinvigorire il mercato sepolto che oggi vuoi guidare.

3. Hai dimenticato che anche tu hai contribuito a fare in modo che il 1984 non fosse come 1984.

Hai contribuito all’ascesa di Apple, in veste di fornitore, fino al 2006. Se adesso sostieni che il presente è come 1984, ammetti indirettamente che hai contribuito a sottrarre al mondo la fondamentale libertà di scelta, ad annullare il diritto all’autodeterminazione. Questo è un clamorosissimo autogol.

Ed infine

4. Hai dimenticato di creare le premesse per il Mito.

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