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Sessismo in Silicon Valley

Gabriella Infante
P
2'
23 gennaio 2017 23/01/2017

Pranzi di lavoro da Hooter (la catena americana di ristoranti dove le cameriere indossano partaloncini inguinali e magliette aderenti) o negli strip club e pacche sul didietro da parte del CEO. All’indomani della #WomensMarch, queste storie vere di donne che lavorano nel mondo della tecnologia ci ricordano che la lotta per l’eguaglianza di genere ha ancora una lunga strada da fare.

 

 

Questo video di Fusion è basato su testimonianze di donne che lavorano in Silicon Valley, un ambiente che ci immaginiamo iper-modernista, in cui le differenze di genere contano poco. Eppure le donne raccontano di comportamenti maschilisti, di scarsa considerazione, di episodi sentiti tante volte e persino di vere e proprie molestie sul lavoro.

Il 60% delle donne che lavorano in Silicon Valley ha subito almeno una volta delle avances sessuali non gradite, il 90% dice di aver assistito a comportamenti sessisti durante gli eventi aziendali, mentre il 66% si è sentita esclusa dalle opportunità di networking.

Nessuna grande sorpresa, del resto i dati raccontano di un settore industriale, quello della tecnologia, in cui la leadership femminile è solo del 21%. Le donne vengono definite “troppo aggressive”, si sentono trattate come “work wives” e si vedono spesso affidare compiti di basso livello solo perché femmine. Anche la maternità è un fattore discriminante che tiene le donne lontane da ruoli importanti. Questi fattori portano le donne a parlare molto poco delle proprie famiglie sul luogo di lavoro, a differenza di quanto facciano gli uomini, costringendole a vestire i panni della donna in carriera, completamente votata al lavoro.

Non serve un genio per capire quanto tutto questo sia sbagliato.

 

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