Quello che c'è da sapere.
Direttamente nella tua inbox.
Niente spam, promesso.
  Ho letto e accetto la privacy policy
Ok, sei dei nostri. Ottima scelta.
Social Media Business Tecnologia Pressplay Startup Serie TV Hacked Politica

Dove andrà a finire tutto il porno di Tumblr?

Luca Murante
I

Il 17 dicembre 2018, la data nella quale Tumblr cancellerà tutto il porno dalla propria piattaforma, si avvicina. In un post che oramai risale a marzo di quest’anno, veniva annunciato i contenuti NSFW sarebbero stati rimossi in toto, e come perentoria data del D-Day, quella del 17 dicembre. Che rimarrà – forse –  nella sempre viva storia della rete.

Fin dal 2007 Tumblr è stato il paradiso per chi volesse pubblicare contenuti porno, permettendo a chiunque di aprire un blog per adulti senzienti senza richiedere particolari permessi. Certo, nel corso degli anni è stata aggiunta la barriera del Safe Mode (che avvisa gli utenti del tipo di contenuto) prima e il blocco dei risultati di ricerca hot poi. Numeri alla mano, da una ricerca di Techcrunch del 2013, si capisce che nei 200.000 blog più visitati dell’intera piattaforma, l’11% ha contenuti per adulti, che il 22% del traffico in entrata viene da link esterni su siti per adulti e l’8% di tutto il traffico va verso questi ultimi. Il retroscena di questi dati è che vengono tirati fuori con l’acquisizione da parte di Yahoo! già conclusa da qualche mese, e che mancano del tutto i dati dei primi anni di vita di Tumblr, quelli cioè che l’hanno portata ad una valutazione sopra il miliardo di dollari. Già da una ricerca tutta italiana (ai Bell Labs) del 2017 sul consumo di pornografia sui social media, viene fuori che quasi un quarto dei visitatori di Tumblr ci va per il porno. Tradotto in cifre, si parla circa 30 milioni di utenti. Lo studio, effettuato sul comportamento di circa 130 milioni di utenti (quasi la metà del totale reale), sottolinea che il pubblico è composto al 72% da donne e che quest’ultime, nella fascia d’età 20-25 anni, consumano più pornografia della controparte maschile. Si può dire, con una data certezza, che gli utenti più colpiti da questo ban sono proprio le ragazze sotto i 25 anni.

Senza fare troppi giri, è molto probabile che il successo che ha portato Tumblr fino all’acquisizione da parte di Yahoo per $1,1 miliardi sia stato proprio il porno. Già nel 2013, però, a detta dell’allora CEO Marissa Mayer, il posizionamento degli ads accanto a contenuti NSFW avrebbe danneggiato gli inserzionisti, a maggior ragione in vista di quella che doveva essere una piena integrazione con Yahoo!. Ma, come sottolinea Lux Alptraum su The Verge, in un incontro con uno dei fondatori, David Karp, in un caffè di New York, il porno su Tumblr non veniva mai tirato fuori durante le presentazioni, nonostante la piattaforma fosse ai tempi volontariamente porn-friendly. Un modello definito come business in the front, party in the back: visitatori casuali – o investitori – avrebbero visto un sistema pulito, friendly e aperto alle connessioni e alla libera espressione.

Oggi, quindi, le cose sono cambiate. Che la decisione sia la conseguenza della rimozione dell’applicazione dall’App Store di Apple, non è sicuro. Sicuro è, invece, che le nuove politiche del padrone della baracca, ovvero Verizon Oath, siano più populiste e poco compatibili con i miliardi di contenuti per adulti presenti sulla piattaforma di blogging.

Tumblr sta già notificando tutti gli utenti che i loro contenuti ritenuti per adulti saranno flaggati come privati e quindi non sarà possibile rebloggarli o condividerli. Sarà possibile appellarsi per questa decisione o scaricare direttamente i contenuti per salvarli offline. L’algoritmo, però, è una pippa e al tempo in cui vi scriviamo, l’algoritmo di flagging sta ovviamente già macinando immagini a piena potenza. L’algoritmo, però, come già vi accennavo, non è esattamente un prodigio e la rete è invasa di screenshot di falsi positivi, tipo questo di un cane fatto completamente di pura cellulosa oppure un cesto di frutta coi denti, che io avrei comunque bannato perché è una schifezza.

This is explicit content. WILL SOMEBODY THINK OF THE CHILDREN!! #Tumblr pic.twitter.com/WQ5WCq3fgb

— Emily | Animator & Illustrator☃️ (@EDAnimation) December 4, 2018

La vera domanda è: dove finirà tutto il porno di Tumblr?

Su una piattaforma basata su reblogging continui e condivisone di fonti esterne, probabilmente parlare di oblìo digitale non sarebbe corretto. E’ difficile credere che perderemo tutti i contenuti flaggati come adult-content, è più probabile che semplicemente si spargeranno nuovamente per la rete in un infinito fluire; li troveremo perciò sotto altri luoghi e sotto altre forme, come in una specie di legge di Lavoisier digitale. Non è proprio d’accordo con me Jason Scott, il fondatore dell’Archive Team, che essendo molto più pratico e meno filosofico sta cercando di creare un gigantesco backup di tutto il porno di Tumblr. L’Archive Team (sì, hanno un floppy disk da 5,25″ nel logo) è un progetto sostenuto da volontari impegnati nello scopo di salvare copia dei siti web, altrimenti destinati all’estinzione, per i posteri.

Misure dell’opera: salvare 700.000 blog Tumblr che verranno totalmente o parzialmente messi giù dall’AI entro il 17 dicembre, giorno nel quale video immagini, GIF animate (so che sapete di cosa sto parlando) svaniranno per sempre. “Solitamente ci sono 60 o 90 giorni di preavviso, farcela in sole due settimane è complicato” dice lo stesso Jason Scott, “probabilmente ne salveremo solo una piccola percentuale”. Tanto per fare un paragone, il team ha quasi finito di salvare GeoCities Giappone, che andrà in shutdown nel 2019. Mentre scriviamo, sono stati già salvati 40.000 blog, ovvero soltanto una piccolissima frazione dei 12 milioni di blog attivi. Scott crede che il totale dei contenuti bannati si aggiri tra i 400 e gli 800 terabyte.

La buona notizia è che anche tu puoi salvare il porno di Tumblr.

Per diventare un volontario dell’Archive Team basta installare il software ArchiveTeam Warrior, che farà diventare il vostro computer parte di un network distribuito. scaricando e successivamente inviando i dati al sistema centrale. C’è anche una leaderboard aggiornata in tempo reale sullo stato dei dati salvati.

Molto del materiale che è stato salvato in questi anni dal gruppo è finito in parte sulla Wayback Machine, sostenuta dalla Internet Archive, una non-profit di San Francisco. Non c’è relazione formale tra i due gruppi, ma quest’ultima ha accettato di ospitare i contenuti scaricati dall’Archive Team. Evvai. Quello che i volontari hanno tentato di fare è letteralmente epico, lasciatecelo dire. Certo è che c’è ancora tempo per salvare il salvabile, opera resa più difficile dai milioni di contenuti che Tumblr ha flaggato per errore come NSFW, come il cagnolino di cui sopra.

Domain is not registered yet. Your move.#tumblr #tumblrisdead #TumblrIsDeadParty #tumblrpurge #TumblrIsOver pic.twitter.com/1pEAKUQTwB

— Cat Fish (@Katzenfisch24) December 3, 2018

Alcune piattaforme stanno cercando, parallelamente, di attirare gli esuli accogliendoli con migrazioni facili e indolori. Community dove la libertà di parola ed espressione non vengono minate da policy aggressive e conservative. Una su tutte è Timbr, che è stata messa in piedi non appena avuta notizia del ban e che funziona senza problemi. Postando semplicemente il nome del proprio Tumblr nel campo sulla home, si ha una copia del proprio blog in pochi minuti. Non è ufficialmente nata per la pornografia, ma sappiamo benissimo come sta andando. La seconda alternativa più usata in queste settimane è stata Partiko, basata su un meccanismo che sfrutta la blockchain: in poche parole è impossibile per le autorità (a detta dei fondatori) cancellare i contenuti ospitati. Tra i suoi core-concept c’è anche la possibilità di essere premiati con un sistema di criptovaluta Steem. Insomma, un po’ complesso per i più. Nonostante ciò, il fondatore Sida Wang afferma che già 12.000 blog siano già stati scaricati e copiati con successo. Ci stanno provando anche Dreamwidth, che per anni è stata una sorta di eclettica e condivisa collezione di fan-art erotica, dove anche l’offensive speech è concesso, fintanto che rimane online. Anche Pornhub ha annunciato di accogliere tutti a braccia aperte, pure con qualche revenue, perché no.

Tumblrs:

Pornhub welcomes you with open arms. Join our amazing community of millions

Curators: Customize your personal feed, create playlists, generate gifs and more

Creators: Upload videos, photos, gifs & share text posts to a massive audience. Earn revenue on your content.

— Pornhub ARIA (@Pornhub) December 4, 2018

Insomma, decine di migliaia di blog, per scelta dei proprietari, non verranno censurati da Tumblr, fuggendo semplicemente su una delle piattaforme di cui abbiamo parlato o su altre nuove come Pillowfort, TumblrXMojoFire. Data le difficoltà logistiche, tecniche o finanziarie, staremo a vedere se qualcuno potrà ricreare quella grande community che – a ruota libera – ha portato Tumblr al successo e che la stessa società ha promosso e sostenuto fino ad oggi.

La rete forse sarà ridistribuire e magari riaggregare in futuro sotto una nuova e potente comunity questo Panta rhei del porno?

Quello che c'è da sapere.
Direttamente nella tua inbox.
Niente spam, promesso.
  Ho letto e accetto la privacy policy
Ok, sei dei nostri. Ottima scelta.
Come funziona l’algoritmo del feed di Instagram
#DeleteFacebook: un’opportunità per essere più felici
I 10 fotografi più seguiti di Instagram