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Vine: video sharing by Twitter

Gabriella Infante
Q

Quello di sintesi sembra essere il dono più apprezzato da Twitter: il Social Network che ha imposto un vero e proprio standard di comunicazione (micro-blogging) che si fa apprezzare e risulta imbattibile proprio perché i contenuti devono fare i conti con i (pochi) 140 caratteri a disposizione, da qualche settimana apre ai contenuti video e con gli stessi limiti/virtù del testo, grazie a Vine. Già perché, posto che la virtù della sintesi non è un limite di Twitter, ma il suo punto di forza più evidente, la stessa caratteristica viene giustamente estesa ai contenuti video: 6 secondi per ognuno, 6 secondi per trattare un argomento, per raccontare una notizia, per produrre storie.

Ma conosciamo meglio Vine: disponibile per ora solo su dispositivi dotati di sistema operativo iOS (presto sarà rilasciato anche per Android), l’app ci consente di registrare e montare il nostro video in maniera molto semplice. Quello che otteniamo, più che un video, è una specie di gif animata, ma poco importa perché la semplicità tecnica fa e farà da volano al potere espressivo/narrativo degli utenti e dei Brand. Non scopriamo di certo con Vine lo strapotere delle immagini rispetto alle parole nell’immediatezza di una narrazione e con Vine questo potere è facile da acquisire ed esprimere.

Si noterà che l’user generate video-content non è certo una novità per il 2.0 e l’esempio YouTube basterebbe a svilire ogni iniziativa concorrente, ma la novità rappresentata da Vine è davvero consistente e la sintesi (6 secondi 6) valgono la nascita e la ragion d’essere di un nuovo servizio. Rispetto a YouTube si tratta per gli utenti, a mio avviso, di una sfida più affascinante, nella creazione del contenuto, più che nella sua fruizione.

A leggere le reazioni prodotte dal lancio di Vine, si è avuto da obiettare sul fatto che l’esperienza utente non sia delle migliori poiché alle prese con la visione, la riproduzione in loop del video crea qualche disturbo. Sono state scatenate polemiche per via del fatto che a pochi giorni dall’uscita, Vine ha subìto una vera e propria invasione di video porno, tanto da mettere a repentaglio la sua stessa presenza su AppStore (i problemi sono stati risolti). Alcuni hanno ironizzato sul fatto che al pari di Instagram che “illude” gli utenti facendoli sentire fotografi affermati, Vine finirà per produrre una generazione di vanesi film-maker!

Al di là di qualche evidente problema e di qualche necessario affinamento, è tuttavia opinione diffusa, che io stessa condivido, quella di salutare l’arrivo di Vine come una importante novità per le persone e per i Brand di produrre contenuti: una novità destinata, con buona probabilità, a creare un nuovo standard nella comunicazione.

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