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Come comunicano i Venture Capital italiani che investono in Internet?

Gabriella Infante
Q

Questo articolo prende le mosse dall’ottimo post di Luca Lani, Mappa dei Venture Capital italiani che investono in Internet: l’obiettivo è quello di fornire una prima ricognizione dei più noti investitori in iniziative digitali. Per quanto riguarda la lista, vi rimando all’articolo menzionato: Lani fornisce anche delle informazioni derivate dai contatti diretti con i VC.

Quello che vogliamo discutere qui è l’approccio che questi VC forniscono a chi non ha mai avuto esperienze dirette con essi. Prendiamo brevemente in esame alcuni di questi e vediamo come si presentano e cosa ci offrono:

Dpixel

La società coordinata da Gianluca Dettori si presenta in una veste rinnovata, offrendo chiarezza negli obiettivi e nelle richieste. Portfolio di tutto rispetto, che comprende begli esempi come Ibrii, Sounday, etc. Sono aperti alle proposte: semplicissima la sottomissione del pitch. Nella versione precedente del sito, il team si presentava in ogni componente. Attualmente troviamo una semplice lista di nomi, un po’ fine a stessa per la verità. In generale, ad un perfetto sconosciuto, sembrano aperti ed avvezzi agli investimenti in iniziative web.

Annapurna

Annapurna Ventures è stata creata nel 2009 da Massimiliano Magrini, un manager ed imprenditore di lungo corso che in passato ha fatto la start up delle sezioni italiane di Google, Spray Network e Altavista. Il VC seleziona nuove imprese nella fase iniziale del loro ciclo di vita, fornendo loro un supporto finanziario, analitico e di affiancamento imprenditoriale. La società opera principalmente nell’ambito dell’economia digitale, con un focus specifico sui servizi web, il software per imprese e la tecnologia mobile. Portfolio giovane, come giovane è la società: Money360.it e la promettentissima Paperlit. Gli strumenti per la sottomissione delle idee non vanno al di là di un form-contatti, ma in generale risultano abbastanza convincenti.

IAG – Italian Angels for Growth

L’Associazione di business angels offre una certa chiarezza nelle condizioni di finanziamento ed ha un portfolio che riporta diverse esperienze di investimento. Tuttavia, si tratta di un VC che non opera esclusivamente su internet e tecnologia, ma in moltissimi settori, dall’Alimentare al Turismo al Biomedical. In fase di sottomissione di un’idea si apprende che IAG è una società senza scopi di lucro che si propone di mettere in contatto imprenditori ed Angel: IAG raccoglie i progetti per presentarli agli Angel associati; sono gli Angel poi che, individualmente, decidono di investire. Il ruolo di IAG, quindi, è ad alto contenuto strategico: facendo da anello di congiunzione svolge un ruolo spesso sottovalutato, ma importante. Immagine convincente.

H-farm

A metà tra incubatore e VC, H-Farm affascina con il suo “penetrante” investimento in un’idea. Le startup sui cui investe H-Farm vengono infatti inizialmente incubate e si offre loro supporto tecnologico, logistico, oltre che di consulenza. Sicuramente un’interessante realtà, capace di creare un’immagine positivissima. Dal 1 Dicembre 2010, è aperta la finestra di 90 giorni all’interno della quale H-Farm raccoglie progetti di Startup da “coltivare”: se credete nella vostra, fatevi sotto!

Vertis

Buone notizie per le startup con sede nel meridione: Vertis è presente a Napoli, con capitale misto (privato e pubblico) ed investe in società che abbiano almeno la sede nel Meridione d’Italia. Dispone di un team ampio e, a quanto leggo, molto preparato. A giudicare dal sito, direi che si potrebbe fare qualcosa di più dal lato comunicazione: non brillano per immagine o senso di apertura percepiti. Nessun dettaglio su come proporre un’idea: una comunicazione unidirezionale rischia di sfociare in distacco.

Quantica

Ci vuole molta buona volontà per superare l’iniziale diffidenza generata dal sito di Quantica. Un vero peccato: le informazioni ci sono tutte, il portfolio è di tutto rispetto e le funzioni a disposizione di chi propone un’idea altrettanto. Ad una grande dotazione di capitale (in parte pubblico) ed un nuovo fondo dedicato al meridione quasi interamente da investire, non corrisponde un’immagine d’impresa altrettanto forte. Si potrebbe obiettare che le strategie d’impresa sono altre e che queste non si dipanino necessariamente sul web, ma se Quantica investe in società che operano su Internet dovrebbe trovare un modo migliore per comunicare con i loro rappresentanti.

360 capital partner

Convincenti: si tratta di un fondo italo-francese (che sembra tuttavia preferire le idee francesi). Il sito offre in maniera organica tutte le informazioni, hanno un portfolio ampio e vario che copre il settore CleanTech, IT e Software, Internet, telecomunicazioni. Il Board è ampio ed ognuno ci mette faccia e competenze, chiare le condizioni per presentare una proposta da finanziare, insomma c’è tutto per farsi una prima idea generale.

..and so?

Questa ricognizione piccola – ed assolutamente non esaustiva – ha voluto essere uno spunto di riflessione sul mercato dei fondi a disposizione delle Startup e del tipo di impressione che uno Startupper alle prime armi possa ottenere da una semplice ricerca su Google: cosa ci offrono i VC e come lo fanno. Nella strategia di crescita del mercato dell’innovazione italiana, occorre tenere presenti i passi che gli aspiranti imprenditori debbano fare verso i potenziali investitori, ma non bisogna dimenticare nemmeno quelli che i VC possono fare a loro volta. Insomma, l’ideale sarebbe incontrarsi a metà strada, dopotutto “incontrarsi” potrebbe fare la fortuna di entrambe le parti ;)

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