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I migliori film e serie TV di hacker

Luca Murante

Hackers (1995)

Partiamo con uno dei film di culto della mia infanzia di periferia: Hackers di Iain Softley ha il titolo secco e liscio come un proiettile e una locandina che è leggenda già da sola, con la tagline Their crime is curiosity sopra il volto di una giovane Angelina Jolie e di Jonathan Lee Miller (che l’anno dopo sarà SickBoy in Trainspotting). Quattro pocopiù che 18enni si muovono coi loro laptop spessi quanto una bibbia in una New York dai tratti cyberpunk in un futuro-non-futuro, dove un processore Pentium a 133Mhz è roba da ricchi e ci si cela ancora dietro dei nickname belli tosti (bei tempi di una volta). Disseminato di citazioni (da 1984 a 2001 di Kubrick) e stracolma di metafore visive, come la curiosa rappresentazione di Internet come una metropoli in 3D, questo è sicuramente il film giusto per iniziare una maratona. Floppy disk, pattini a rotelle, stanzette buie, occhiali da sole e tastiere meccaniche, i Prodigy e nickname cazzuti. Non lo troverete in streaming, ma qui trovate il Dvd.

Tutto era possibile da una tastiera, pensai. Hack the planet! 

 

The Matrix (1999)

Se c’è qualcosa che può spiegare cos’è l’hacking nel suo senso più puro, non necessariamente informatico, è sicuramente il capolavoro dei fratelli Wachowski. Matrix, specialmente in questo primo capitolo, è uno dei colpi di scena della storia. L’umanità che si tuffa nel secolo numero 21 collegata ad un senso di ribellione atavico, in cui carne e macchine devono separarsi fisicamente. Lo spasmo elettrico di una scintilla intrisa di libertà, scienza, rivoluzione. La naturale conseguenza di un mondo dominato dalle macchine è il rivoltarsi delle viscere stesse della terra attraverso un’imperfezione del sistema altresì perfetto. La lotta per il futuro passa per le mani e la mente di Thomas Anderson, Neo, l’eletto, il simulacro dell’hacker. A quasi vent’anni di distanza gli effetti speciali (valsi l’oscar a John Gaeta) restano impressionanti e il tocco steampunk rimane grandioso.

Matrix ci ricorda una significato profondo che i media hanno fatto dimenticare: l’hacking è prima di tutto ribellione.

Dimenticatevi dello streaming, accattatevi il cofanetto BluRay. Nel frattempo che vi arrivi, mettete le cuffie, abbassate le luci e fate play.

Sense8 (2015)

I fratelli Wachowski, a questo punto diventate sorelle, ne piazzano un altro. Sense8 è una serie originale Netflix (e questo significa che potete spararvela da qui a dieci minuti) che per certi versi ha il retrogusto sia di Matrix sia di Cloud Atlas. Otto città, otto estranei, tutti legati fra loro. Tutti possono accedere alle capacità degli altri. Vi farà esclamare UOU qualche centinaio di volte.

La mente umana ha dei confini più labili di quanto non si creda possibile. Sense8 è un the Matrix senza spinotto e più umano.

 

Mr. Robot (2015)

L’introversione, la sociopatia, la paranoia. Cancrene cerebrali proprie di ogni hacker dalle grandi capacità. Il lato umano arrugginito dalla marea della società moderna di Elliot Alderson, il protagonista di Mr.Robot, è quello che mancava per chiudere il nostro cerchio. Vive in un mondo iper-reale, che è davvero il nostro, quello che succede fuori da questo schermo, adesso. A New York tanto quanto di fronte ad un monitor in una stanza buia, Elliot è uno stalker ossessionato che lotta per un grande ideale assieme ad un gruppo di hacker (ispirato ad Anonymous) mettendo in atto hacking davvero realistici. Anche in questo caso la colonna sonora è un lamento elettronico su cui sparare a raffica le dita sulla tastiera. Disponibile in streaming su Infinity.

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