Social Media Business Tecnologia Serie TV Startup Politica Persone Altro

Intervista a Eva Missling, CEO di 12Designer.

Gabriella Infante
C
5'
4 luglio 2011 04/07/2011

Ciao Eva, aiutaci a conoscere meglio 12Designer.

12designer è un  giovane portale che nasce come spazio libero e punto di incontro dove imprenditori, startupper e piccole aziende che hanno “bisogno di creatività” possono entrare in contatto con una grande community di professionisti (designer, grafici, copywriter…), pronti a rispondere a questa esigenza, in modo semplice, diretto ed efficace.
L’idea è nata grazie alla mia esperienza lavorativa come account e project manager in grandi agenzie web tedesche, dove mi occupavo anche della mediazione tra clienti e designer e a un certo punto mi sono resa conto che tutto sarebbe stato molto più facile se effettuato direttamente su una piattaforma virtuale.
L’idea si è poi raffinata ed ha visto la luce nel 2009, fondandosi sul concetto di crowdsourcing, che permette un processo creativo più dinamico e sicuramente più produttivo. Recentemente abbiamo raggiunto il traguardo dei 14.000 creativi iscritti e ne siamo davvero entusiasti!

In quale scenario competitivo si colloca 12Designer?

12designer ha applicato il principio del crowdsourcing al mondo del design: il cliente propone un progetto alla nostra community e in seguito può visionare varie proposte creative realizzate sulla base di quanto specificamente richiesto nel brief. E’ una competizione mirata tra i creativi, che grazie ai feedback e alle indicazioni date dal cliente, migliorano sempre di più  le proprie proposte, arrivando infine a presentare quella più vicina al bisogno del cliente. Non è una semplice offerta di servizi, perché i clienti e i designer possono utilizzare il nostro sito come strumento per il proprio lavoro.
In Italia il nostro principale concorrente è Zooppa: generalmente noi ci indirizziamo soprattutto verso le startup o le piccole compagnie che senza un portale come il nostro, forse avrebbero più difficoltà ad approcciarsi al mondo del design (perché troppo costoso o “lontano” ad esempio); Zooppa, invece, lavora di solito con compagnie più grandi.

Perché un’Azienda dovrebbe presentare un brief su 12Designer? Non si rischia di produrre “creatività a buon mercato” e basta?

Ci sono dei vantaggi sia dal punto di vista dell’azienda, sia dal punto di vista del creativo: da una parte, l’azienda decide il prezzo ed ha la possibilità di dare indicazioni e di visionare moltissimi lavori prima di scegliere il vincitore. Anche il designer è avvantaggiato: spesso, per un giovane designer che vuole far conoscere i propri lavori ed iniziare a guadagnare,  le tempistiche sono molto lunghe, anche se è un professionista ed ha molto talento. 12designer è la soluzione a queste problematiche. Il rischio di produrre “creatività a buon mercato” viene superato dal fatto che noi sproniamo le aziende a redigere un brief accurato e a dare feedback sui lavori proposti: tali feedback aiutano i creativi a migliorare sempre di più la qualità dei propri prodotti per renderli affini alle aspettative del cliente.

Qual è l’attuale stadio di sviluppo della vostra Start-Up?

Dopo la fase di creazione e lancio del portale, dell’internazionalizzazione del prodotto (siamo presenti sul mercato tedesco, italiano, francese, inglese e spagnolo), dell’ottimizzazione soprattutto dal punto di vista delle dinamiche del crowdsourcing, ora siamo focalizzati sul miglioramento e sullo sviluppo dei nostri punti di forza, con l’obiettivo di consolidare la leadership europea nel campo del crowdsourcing creativo.

Quali differenze hai notato tra i diversi Paesi europei in cui operate?

Per quanto riguarda la clientela che si rivolge a 12designer, possiamo individuare due poli differenti costituiti da Germania, dove abbiamo a che fare principalmente con startup, e Italia, dove invece i principali clienti sono piccole aziende, a volte anche a conduzione familiare. All’interno di questi due estremi si collocano gli altri paesi.
Sull’altro versante (quello dei creativi, ndr), invece, il nostro team è sempre affascinato dall’osservazione del modo in cui i designer lavorano e producono creatività e li incoraggia ad interagire tra di loro e soprattutto con noi. Ecco una cosa che caratterizza in modo particolare gli Italiani: amano comunicare!

Sei reduce dalla prima conferenza europea sul Crowdsourcing, che si è tenuta a Berlino lo scorso 15 giugno. Che novità ci porti dall’evento?

Alla Crowdconvention di Berlino abbiamo parlato soprattutto dei risultati di un sondaggio proposto alla nostra community, che aveva come scopo quello di indagare le motivazioni che spingono gli utenti a scegliere il crowdsourcing come metodo di lavoro. E’ stata sicuramente un’esperienza entusiasmante: la scena europea del crowdsourcing è in crescita vertiginosa ed è davvero stimolante sentirsi parte di una community che crede in questa filosofia. Durante la Crowdconvention abbiamo avuto modo di venire a contatto con realtà statunitensi, dove il crowdsourcing è più sviluppato dell’Europa e questo ha arricchito la nostra esperienza e ci sarà sicuramente molto utile per il futuro.

Progetti futuri? In quale direzione crescerà 12Designer?

Sicuramente il nostro primo obiettivo è che i nostri clienti e i designer siano soddisfatti del nostro lavoro: siamo leader nel mercato europeo, tuttavia aspiriamo a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il crowdsourcing creativo. Per fare questo, stiamo cercando di allargare sempre di più l’offerta di servizi per i designer, di incoraggiarli ad interagire tra di loro e con noi, e soprattutto con i clienti. La creatività si nutre di dinamicità, e la dinamicità è proprio l’habitat in cui ci sentiamo a nostro agio.

Cosa ne pensi del mercato italiano delle Start-Up? Che te ne pare dello scenario e, vista la tua esperienza, che differenze ci sono, se ci sono, tra il mercato italiano delle startup e quello degli altri Paesi europei?

12designer ama le startup e le osserva sempre con grande interesse. Pensiamo che il nostro modo di lavorare e “offrire creatività” sia il più adatto per le aziende nascenti o giovani. Ecco perché siamo molto attenti a queste realtà che, negli ultimi anni, hanno avuto un picco di crescita considerevole. L’Italia sta facendo passi avanti, come è dimostrato dai numerosi eventi dedicati all’innovazione e alla giovane imprenditoria che ospita, tuttavia può migliorare per arrivare ai livelli dello scenario di altri paesi europei, come ad esempio la Germania. Ma è decisamente sulla buona strada.

12designer su pitchcloud

Seguite 12Designer su Twitter e su Facebook.

Grazie ad Eva Missling ed a Giulia Depentor, responsabile per la comunicazione di 12Designer.

iPod nano, grazie e a risentirci

Sixto Rodriguez è morto e poi è diventato una rockstar

L’effetto Amazon nell’e-commerce della moda

Quello che c'è da sapere. Direttamente nella tua inbox.
Ok, sei dei nostri. Ottima scelta.