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Open API: un vantaggio strategico per Brand e Startup.

Luca Murante
L
3'
8 gennaio 2011 08/01/2011

La domanda di contenuti digitali in costante aumento e la proliferazione di dispositivi connessi stanno creando nuovi bisogni e nuovi contesti d’utilizzo: come la necessità di usare servizi mentre si è in movimento o con maggiore semplicità. Queste nuove necessità coinvolgono qualsiasi Brand che porti la propria vita ed i propri prodotti o servizi nel contesto digitale (e connesso) e quindi sia le Imprese consolidate (e magari con poca esperienza online), sia per per le web Startup nascenti.
Come sostiene Chris Anderson ne “Il Web è morto, lunga vita ad Internet“, il vecchio paradigma di internet come una finestra di un browser è un concetto superato. I servizi online vivono su una moltitudine di device diversi (dall’iPhone alla Xbox) e si moltiplicano attraverso applicazioni mobile, widget e condivisione. Essi si inseriscono in modo naturale in contesti urbani, lavorativi e casalinghi.
Tutto ciò ha determinato il bisogno di sviluppare alla base di un buon servizio un sistema liquido, in grado di adattarsi non solo ad ogni contesto esistente, ma di raggiungere anche capillarmente la propria audience sugli attuali -e futuri- sistemi, il tutto per perseguire gli obiettivi che ogni Brand ha.

In questo articolo, ci soffermeremo su una peculiarità fondamentale che un sistema cross-piattaforma deve avere, cioè quella di offrire delle API pubbliche.

Cosa sono le API?

Le API (Application Programming Interface) sono uno strumento che permette, dall’esterno, di accedere ai contenuti ed alle funzioni che il proprio sistema offre.

I vantaggi delle API.

Avere delle API pubbliche significa:

  • Essere presenti su più piattaforme (es. Facebook App, App Store, Android Market, etc.) in tempi rapidi e senza dover riprogettare il sistema da zero. Questo ha un impatto positivo sui costi di sviluppo, e le varie applicazioni possono essere sviluppate in più fasi, visto che esse sono totalmente indipendenti dal cuore del sistema;
  • Riqualificare sistemi cosiddetti 1.0;
  • Essere pronti per le piattaforme emergenti, in quanto è possibile avere versioni pronte in tempi molto brevi;
  • Creare oggetti sociali, come widget e applicazioni web, in modo da far crescere esponenzialmente il social reach;
  • Trovare nuovi business models grazie ad utilizzi particolari del proprio sistema;
  • Avere una community di sviluppatori che utilizzano e testano il sistema continuamente, come se fossero un vero e proprio reparto R&D, gratis;
  • Essere pronti per l’integrazione dei propri servizi in altre infrastrutture e sistemi connessi. Gli altri utilizzeranno le API e diffonderanno il servizio;
  • In Italia, oggi, essere all’avanguardia. Creare vantaggio strategico rispetto ai concorrenti.

Come scelta professionale, nel nostro Studio tutti i progetti vengono sviluppati usando un cuore centrato sulle API. Ogni sistema nasce intorno a questo tipo di architettura e, pur non permettendo l’uso delle API all’esterno in molti casi, è piuttosto semplice in un secondo momento permette a sviluppatori terzi di usufruirne, nel pieno controllo e con la sicurezza necessaria.
L’ultimo caso, ad oggi, è quello di PitchCloud, in cui la beta release delle API pubbliche è stata possibile in meno di 24 ore sovrapponendo al sistema interno un nuovo livello che permettesse a chiunque di richiedere l’autorizzazione di cominciare a creare, inventare o remixare i servizi offerti dal sito.

La migliore risposta alla domanda “come svilupperesti questo sistema oggi?” è: con un sistema flessibile per essere presenti su tutte le piattaforme e far sì che l’utente possa utilizzare il servizio in ogni contesto.

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