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Operazione London Bridge: la Regina Elisabetta è morta

Luca Murante
E
5'
16 marzo 2017 16/03/2017

Esistono molteplici piani per la morte della Regina Elisabetta II, ognuno declinato in varie versioni. Sono custoditi a Buckingham palace, al governo, perfino alla BBC. La maggior parte delle previsioni parla di una morte preceduta da una breve malattia. La famiglia e i dottori saranno ai piedi del letto. Quando la Regina Madre morì, in un pomeriggio della Pasqua 2002 al Royal Lodge di Winsdor (una casa di famiglia), ebbe il tempo di telefonare agli amici per dirgli addio e per regalargli qualcuno dei suo cavalli. In quelle ore, il suo gastroenterologo, il professore Huw Thomas, era lì a controllare l’accesso alla stanza e l’accesso alle informazioni da parte della stampa sulle condizioni della paziente. È particolare la situazione di certe nazioni: il filo che lega i regnanti alle altre persone è strano e irriconoscibile. Le nazioni diventano persone, la vita delle nazioni diventa la vita di una sola persona. E questo legame va tagliato.

Nel 1901 furono diramati vari bollettini medici, non molti, ma un numero definibile sufficiente riguardo lo stato di salute della Regina Vittoria. E uno più lapidario fu emanato quando Re Giorgio V passò a miglior vita nel 1936. Subito dopo, il suo medico gli iniettò 750mg di morfina e 1000mg di cocaina per alleviarne le pene (abbastanza per ammazzare due persone) e per essere in tempo per mandare in stampa il Times entro mezzanotte. Appena i suoi occhi si chiusero per sempre, il segretario privato della regina, Sir Christopher Geidt contattò il primo ministro comunicando la frase in codice «Hyde Park Corner». La frase in codice per Elisabetta II è invece «London Bridge». Il primo ministro verrà svegliato, se non si fosse già alzato e qualcuno di servizio gli comunicherà che «il London Bridge è caduto» su una linea sicura. Immediatamente, dall’ufficio Esteri verrà diramato un comunicato ai 15 paesi sotto il dominio inglese ed alle altre 36 nazioni del Commonwealth, dominio del passato. Per un certo lasso di tempo, il mondo non saprà nulla. Lo sapranno i governatori, ambasciatori, i ministri, che si metteranno in moto per trovare fasce nere larghe 3 pollici e un quarto da indossare sul braccio sinistro.

Giorgio VI fu trovato morto alle 7.30, ma la sua morte fu annunciata solo 4 ore dopo. Lo stesso fu per la principessa Diana, morta alle 4 del mattino del 31 agosto 1997. Per molti anni la BBC ha avuto la precedenza sulle notizie di morte dei regnanti, ma questo impero sembra finire: la morte di Elisabetta II verrà annunciata alla Press Association e quindi contemporaneamente al mondo intero. Nello stesso istante un cameriere vestito a lutto emergerà da Buckingham Palace, attraverserà la ghiaia rosa e attaccherà una nota bordata di nero al cancello. Nel frattempo, il sito web verrà trasformato in una pagina a fondo nero con lo stesso messaggio.

Il funerale di Re Giorgio VI nel 1952

Gli schermi si accenderanno, ci saranno dei tweet. Alla BBC si metterà in moto una speciale trasmissione radio creata durante la guerra fredda per ordine di un intricata architettura di procedure e rituali creata negli anni 30 per la morte dei regnanti. Tutte le reti news del mondo metteranno in onda i coccodrilli. Il Times farà un speciale di 11 giorni, Sky News sostituirà la parola “Mrs Robinson” nei vari comunicati già pronti, e gli inviati speciali, tutti già sotto contratto, faranno lunghi servizi con Westminster alle spalle.

Per le persone bloccate nel traffico con la radio accesa, ci saranno solo sottili indicazioni di cosa sta succedendo fuori. Le radio commerciali britanniche hanno una rete di “luci da obitorio”, da accedere in caso di catastrofe. Quando le luci lampeggiano, i DJ sanno che verranno sfumati in favore delle news. Ogni radio ha già pronta una lista di canzoni per il lutto.

Per i giornalisti, tutto questo non è sempre bello. C’è una e una sola notizia, a cui va dato il massimo risalto. Per 30 anni, la BBC ha lavorato, nelle tranquille domeniche mattina, a varie possibili news sulla morte accidentale di un regnante. Tra i molteplici scenari preconfezionati, ce n’è stato uno riguardante la morte di Diana sull’autostrada M4.

I piani, non sempre vanno bene. Nel 2002, quando la Regina Madre morì, qualcuno non premette il bottone per le “luci da obitorio”. Sulla BBC, un anchorman veterano fu criticato perché indossava una cravatta marrone. Le reti si uniranno. La BBC 1, 2 e 4 diverranno una sola emittente e prima di ascoltare le news gli ascoltatori di Radio4 e Radio5 sentiranno un messaggio preconfezionato “This is the BBC from London“. L’unità nazionale alla radio.

Il principale motivo di tante prove è avere le parole giuste per il momento, così solenne. Il comunicato per la morte di Giorgio VI fu ripetuto 7 volte, una ogni 15 minuti. La BBC, poi, fece 5 ore di silenzio. Il messaggio, naturalmente è diverso per ogni diverso membro della famiglia reale. Va tenuto conto, però, che la Regina Elisabetta II è l’unico regnante che la maggior parte degli inglesi abbia mai visto.

Il taboo della morte della Regina, della quale si discute nei club per gentleman di Pall Mall, è una paura non interamente razionale e nasconde una realtà parallela. La prossima grande rottura nella vita della nazione britannica, è stata infatti pianificata minuto per minuto. Si tratta di questioni di grande rilevanza pubblica, pagate dai contribuenti, riguardo un evento che succederà di sicuro. Secondo l’Office of National Statistics, ad una donna inglese di 91 anni – quanti ne avrà Elisabetta II ad aprile – restano in media quattro anni e 3 mesi da vivere. La regina si avvicina alla fine del suo regno in uno dei tempi di massima tensione politica del paese. La sua morte, inoltre, libererà sacche di instabilità latenti: l’ascesa della Regina consorte Camilla, il futuro Re già vecchio, e il futuro del Commonwealth incerto con l’Australia decisa a diventare una repubblica.

Questo prossimo evento è un banco di prova per la prossima generazione dei Windsor, l’ultima famiglia di reali europea a effettuare un’incoronazione – rispetto all’opinione pubblica per continuare ad esistere. Questo è il vero motivo per il quale i piani per la morte della Regina sono così meticolosi: è un’opportunità per riaffermare l’ordine. La Regina Vittoria ha scritto le richieste per il suo funerale nel 1875, le prove per la sua morte si sono ripetute per 22 anni. Louis Mountbatten, l’ultimo governatore d’India preparò il menu per il pranzo del suo funerale. L’operazione London Bridge è l’exit plan della Regina, e sarà storia. 10 giorni di dolore e spettacolo nei quali gli inglesi riveleranno chi sono davvero ed affronteranno la questione di chi saranno in futuro.

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