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Perché testare (poco) online e senza moderatore.

Gabriella Infante
R
2'
27 gennaio 2010 27/01/2010

Riprendo un articolo di Toby Biddle comparso su UxMagazine. L’autore dell’interessante articolo sostiene, tra le altre cose, che le ricerche online e senza moderatore, garantiscono una serie di benefici, quali:

1. L’ottenimento di un metro di usabilità quantitativo;
2. La possibilità di condurre studi di benchmarking;
3. La possibilità di effettuare test con ogni tipologia di target, anche quella difficile da ottenere;
4. La possibilità di effettuare Test con utenti internazionali;
5. Il “testa presto, testa spesso” diventa una realtà.

Pur apprezzando questi vantaggi reali e consistenti, credo che la possibilità di effettuare test online e senza moderatore vada calmierata, soprattutto se diventa l’unico strumento di indagine sugli Utenti.

Innanzitutto invito a riflettere sul primo dei vantaggi elencati che riguardano i test online e in assenza di moderatore, ovvero la possibilità di raccogliere dati quantitativi e quindi statistici.

Affinché si possa parlare di risultati che abbiano un valore statistico, è necessario che l’impianto della ricerca sia ispirato da un grande rigore metodologico. E’ ragionevole parlare in percentuali solo quando i numeri sono almeno a tre cifre e, anche in quel caso, siamo ben lontani dal poter raccogliere conoscenze di tipo universalistico.

Questo tipo di ricerca rischia di “allontanare” il ricercatore dall’Utente invece di avvicinarlo.

Si rischia, infatti, di viziare le risposte, di mozzare la ricchezza del feedback che possiamo ottenere dai nostri Utenti e di raccogliere molto meno di quanto ci si aspetti (e di quanto garantisca la somministrazione di test in presenza di moderatore).

Nel caso specifico dei test di Usabilità, fare anche pochi test ed in presenza di moderatore, ti consente di raccogliere dati che amplificano il loro valore solo in corrispondenza della presenza – e quindi della sensibilità – del ricercatore, nello scambio ermeneutico, nella capacità di interpretare e valutare i risultati.

Altro punto da non sottovalutare: somministrando test in presenza di moderatore, ci si concentra non solo sulle questioni che il ricercatore ha voluto testare, ma anche su quelle che possono essergli sfuggite. La ricerca diventa non-standard, risposte imprevedibili ci insegnano cose che non avevamo preventivato e il centro della Ricerca diventa davvero l’Utente.

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