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QR-Code: interazioni per creare relazioni.

Luca Murante
3'
10 gennaio 2011 10/01/2011

I piccoli codici quadrati composti da una moltitudine di quadratini neri stanno invadendo la nostra vita quotidiana, sempre di più. Li troviamo su riviste, manifesti e vetrine con lo scopo di collegare il mondo fisico a quello virtuale e quindi, connesso. Con lo share in decisa salita degli smartphone, gli usi avanguardistici sono diventati (quasi) ordinari: cresce l’audience potenziale, con la legittima supposizione di una crescita dell’audience utile.
E questo è il bello dei QR-code: l’abbandono del loro uso da parte di pochi per entrare nella vita comune quotidiana. Essi permettono la connessione tra un prodotto fisico e l’universo in rete collegato all’oggetto (o il Brand) stesso su cui è applicato.

Uno strumento efficace

per ingaggiare la propria audience, perché sfrutta una serie di leve:

  • Crea curiosità nel pubblico di fronte ad un nuova forma simbolica;
  • Pone il consumatore dinanzi ad un enigma, che ha bisogno di un’azione attiva per essere svelato. Fa subito intuire che è una porta verso un universo di contenuto collegato all’oggetto e crea nell’utilizzatore un desiderio di voler decifrare il messaggio contenuto, o collegato ad esso;
  • In campagne Incentive e Promo, si può pensare ad una loro integrazione nella strategia di giochi o campagne a punti;
  • Nelle azioni locali mirate può essere facilmente integrato in manifesti, materiale cartaceo, insegne e altro;
  • Permette il collegamento ad una community (come Facebook) che aggiunge un valore partecipativo al prodotto (o all’azienda), favorendo lo scambio di idee, richieste e feedback;
  • E’ di facile creazione ed integrazione. Generare un QR Code richiede pochi secondi ed è gratis. Basta una semplice ricerca con Google per trovare strumenti validi;
  • Al suo interno può racchiudere una notevole quantità di dati (4.296 caratteri alfanumerici e circa 2,5Kb di dati), che gli permettono di “contenere” informazioni (pensiamo ad un testo). Questo significa che il suo contenuto può essere un collegamento da fruire online (un link ipertestuale verso un articolo o un video su youtube), ma può anche generare un’interazione che si conclude con la lettura dei dati già contenuti nel QR Code stesso, racchiudendo, ad esempio, negli oltre 4000 caratteri, una descrizione estesa del prodotto. McDonald’s usa questo tipo di implementazione per far sapere ai suoi clienti i valori nutrizionali del cheeseburger che stanno addentando.

Da notare che l’uso del codice può essere tracciato e quindi è possibile avere statistiche pressoché assolute del suo utilizzo. Questo può amplificare la valutazione dei risultati dell’uso di strumenti di comunicazione che, per loro stessa natura, non li prevedono.

I limiti dei QR Code

Unlockare il proprio cellulare, lanciare l’applicativo che leggerà il codice, inquadrarlo con la fotocamera e scattare definisce una serie di operazioni che dura diversi secondi. Questo rende inutile l’utilizzo su alcuni mezzi, come la televisione, e inefficace in certi contesti, come inquadrare un 6×3 mentre siamo in auto.
Gli smartphone sono diffusi, ma non tutti ne possiedono uno. Ci vorrà qualche anno affinché lo share dei dispositivi intelligenti salga fino a portare la fetta degli attuali possessori dei cosiddetti cellulari non intelligenti a una nicchia (che esisterà pur sempre).
Questo, ovviamente, esclude dei profili di utenti, definendo in questo modo sia le informazioni sia i prodotti che possono usare i QR-code nelle proprie strategie di comunicazione.

Creare relazioni

Per la loro natura strumentale , ci sono infinite possibilità di utilizzo per i Brand e le imprese. Usare correttamente i QR-code può realmente ingaggiare i propri utenti e “aumentare le vendite“.
Le sue peculiarità ne fanno uno strumento perfetto per le piccole imprese, che devono essere pronte però a capire che solo una nicchia di utenti li conosce e li “usa”, e che occorre predisporre “dall’altra parte” del codice qualcosa che davvero coinvolga l’utente, che lo soddisfi e lo stupisca. Questo perché è piuttosto inutile inserire il codice per il solo motivo di sembrare innovativi o alla moda: dobbiamo realmente creare un vantaggio o una relazione tramite l’interazione.
Possiamo iniziare dagli strumenti di diffusione dell’immagine coordinata: carichiamo su YouTube un video in cui spieghiamo, di fronte alla videocamera, la nostra professione e il perchè sceglierci. Generiamo un codice QR con il link al video e piazziamo questo codice sul nostro biglietto da visita [..]. Et voilà.

In fondo tutto è iniziato con un link ipertestuale, no?

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