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Segnatevi il nome del prossimo feticcio alimentare: Teff

Gabriella Infante
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Se cominciate ad avvertire che la quinoa abbia in gran parte esaurito il suo fascino esotico e non avete mai creduto veramente nell’amaranto, è tempo di passare al prossimo feticcio alimentare sul quale scambiare impressioni e ricette con i compagni di pilates. È il teff, un vero e proprio superfood, un cereale non cereale senza glutine ma ricco di proteine, amminoacidi, fibre, calcio e ferro.

Il teff arriva dall’Etiopia e dall’Eritrea (una cosa buona che potevamo portare con noi dalle nostre vittoriose campagne della prima metà del secolo scorso ma – si sa – noi siamo andati soprattutto per esportare cultura, anche gastronomica!) e viene coltivato in Africa e in Asia.

Il teff ha un seme così piccolo (è il granello più piccolo al mondo, appena 0.8 mm di diametro) che non è possibile separare il germe dalla buccia. L’intero seme viene mantenuto però nella macinatura della farina, conservando un elevatissimo contenuto di fibre: è integrale, in poche parole. Ha un sapore simile alla noce, solo più dolciastro.

Come si mangia? I granelli possono essere consumati al naturale e possono sostituire i semi che normalmente si utilizzano nelle ricette o le noci. Funziona bene come addensante nelle zuppe e negli stufati. Con la farina (circa 5 euro al kg) si può preparare il pane, cracker, grissini, ma anche ricette dolci come biscotti, torte, etc.

Tocca ora a qualche blogger che ci mostra come usare sapientemente il teff. Se pensate di usarlo, fatemi sapere che magari lo provo anche io.

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