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Startup per l’Interior design: Hutch e le altre

Gabriella Infante
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Un buon design degli interni è molto semplice da riconoscere, ma molto difficile da progettare. Eppure ognuno di noi si ritrova ad avere spazi abitativi o lavorativi da organizzare, arredare, rendere smart, etc. Negli ultimi anni sono nate diverse startup, spesso finanziate lautamente, che vogliono aiutare a progettare gli spazi con un processo più automatico possibile, che richieda il minimo intervento umano. Uno dei problemi è proprio quello di fornire risposte immediate all’utente, cosa che un umano riesce a fare nel giro di almeno qualche decina di minuti.

A Los Angeles è nata Hutch, una startup che ha raccolto circa 7 milioni di dollari in seed e angel founding. Il team lavora nel campo del design degli interni da anni ed ha all’attivo almeno due esperienze precedenti: Zoom Interiors e Homee. La prima serviva a far incontrare domanda ed offerta nel campo della progettazione e tutto era fatto manualmente da giovani designer che offrivano le loro prestazioni professionali. Homee, invece, offriva la possibilità di chattare con un consulente, una soluzione troppo costosa, che necessitava di maggiore automazione. Dall’esperienza, il team imparò che le persone apprezzano sì la possibilità di interagire con consulenti in carne ed ossa, ma la maggior parte è alla ricerca di soluzioni semplici, idee su come arredare i propri spazi ed acquistare rapidamente il necessario.

Da queste idee è nata Hutch: si tratta di un app abbastanza semplice. Scatti la foto del tuo spazio e Hutch ti invia un progetto visivo virtuale del tuo spazio che serve a darti dei suggerimenti su cosa comprare e quale sarà il risultato. Il progetto è ancora fatto manualmente da un designer ma l’obiettivo è automatizzare grazie all’IA la gran parte del processo.

Dopo aver ricevuto il progetto si può decidere di acquistare i mobili ed i complementi suggeriti direttamente dall’app: il compromesso che accetta l’utente per ottenere un progetto gratuito è di non sapere i marchi dei mobili proposti. Hutch fornisce mobili in drop-ship direttamente dai produttori oppure mobili white label. Secondo Beatrice Fischel-Bock, co-fondatore e CEO di Hutch, gli utenti (per la maggior parte studenti o giovani professionisti) non sono così interessati al marchio. In termini di prezzo, Hutch si assesta su una fascia un po’ più alta di IKEA.

Bella la funzione che con una sorta di slider ci consente di passare dall’immagine che abbiamo fornito della nostra stanza alla nuova progettazione virtuale, un bel prima/dopo.

Tra le altre startup del settore, vi segnalo Modsy che a partire da qualche foto, ricostruisce in un modello 3D un ambiente e poi fornisce varie proposte di arredo. Mobili e complementi d’arredo sono acquistabili direttamente. Anche DigitalBridge fornisce più o meno lo stesso servizio ed in più lavora con i rivenditori online per mostrare i loro prodotti un un mockup del vostro salotto.

 

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