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Tamagotchi. Di nuovo.

Redazione
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Se sei un giovane adulto che ricorda la mania per gli animaletti elettronici della metà degli anni ’90, prepàrati: i Tamagotchi sono tornati.

Quando eravamo bambini sono riusciti a “vendere” ai nostri genitori i piccoli animaletti elettronici a forma di uovo come un gioco educativo che ci avrebbe insegnato il senso di responsabilità e loro ci hanno creduto, ma in realtà noi ne volevamo uno solo perché erano nuovi e fighi. Non sapevamo che stavamo per condannare ai nostri amici pixelati a morire in un mucchio della loro stessa cacca.

Anche se molti di noi alla fine hanno preso confidenza con la pulizia di cacca vera e propria prodotta dai nostri animali domestici, non c’è dubbio che il Tamagotchi abbia ancora un posto nei nostri nostalgici cuori da pre-adolescenti.

Fortunatamente il creatore di Tamagotchi – Bandai – è solo l’ultima azienda a saltare sul carrozzone della nostalgia per gli anni ’90.

Il nuovo Tamagotchi, basato sulla versione originale del 1996, è disponibile solo in Giappone per ora, su Amazon, per 2000 yen (circa 18 dollari). È disponibile in una varietà di colori, e proprio come gli originali, c’è un’intera serie di animali diversi da covare.

Basta che tu non sia troppo duro con te stesso quando lo lascerai morire in un cassetto nonostante il suo costante beep, dopo esserti ricordato quanto possa essere fastidioso possederne uno.

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