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Anche l’Iap s’è accorto che gli influencer si fanno pagare

Gabriella Infante
C
2'
15 giugno 2017 15/06/2017

Chiara Ferragni ha dichiarato pubblicamente di essere un mezzo pubblicitario, cioè di ricevere comunemente soldi da brand ed aziende per pubblicizzare prodotti commerciali. Niente di nuovo sotto il cielo, direte voi.

Non è la stessa cosa che si sono detti quelli dell’Iap (Istituto di Autodisciplina pubblicitaria) che, scossi dalla notizia, promettono di intervenire nelle prossime settimane per dare un “segnale forte” al settore. Nel corso degli ultimi anni, l’Iap non ha mai promosso un codice che regolasse la “pubblicità occulta” sui social media. La pezza a colore che probabilmente verrà messa, consisterà sostanzialmente nell’obbligo di dichiarare apertamente che il contenuto del post ha fini commerciali, una sorta di “nel programma sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali“. In alternativa, basterà inserire l’hashtag #ad.

Le soluzioni non sono affatto made in Italy, anzi sono apertamente ispirate a quelle proposte dagli omologhi organi di tutela che operano in altri Paesi Occidentali, primi fra tutti gli States.

Se l’obiettivo primario – a parole – è la tutela dell’inconsapevole utente, proteggerlo dalla pubblicità occulta e bla bla bla, direi che all’Iap possono stare tranquilli, ché gli utenti non sono fessi fino a questo punto.

Indubbiamente, un eventuale provvedimento sarebbe utile per rendere più realistico il rendiconto annuale degli investimenti pubblicitari nell’influence marketing, un mercato interessante per le aziende, più interessante per gli influencer, che si accaparra ancora una piccola percentuale degli investimenti in digital advertising.

Mariano Di Vaio guadagna tra i 7 e i 13mila euro per un post sponsorizzato su Instagram

 

Non è un segreto che tutto il settore dell’influence marketing sia cresciuto grazie alla popolarità di Instagram che, da un lato è perfetto per coltivare la popolarità e la visibilità di certi utenti, dall’altro offre ancora strumenti troppo poveri per le aziende che decidono di investire in pubblicità. E i grandi influencer – proprio grazie al loro cimentarsi in quel ruolo che abbiamo sempre chiamato testimonial – incassano cifre molto variabili in base alla loro popolarità e – si spera – in base al tipo di pubblico che possono offrire.

La stessa Ferragni ad esempio, sembra incassi una cifra che va dai 13 ai 20mila euro per un post su Instagram. Ma se pensate al fatto che porta un pubblico di 8,6 milioni di persone, un pubblico da Nazionale di calcio in diretta su Rai1 e che i post hanno vita molto lunga rispetto ad un passaggio televisivo, vi rendete conto che nel grande mondo della Pubblicità quelle cifre sono ancora noccioline.

 

(Se vi state facendo due conti e valutando l’ipotesi di provare a diventare un influencer di qualcosa, beccatevi le nostre dritte su Come si diventa influencer: 8 consigli per cominciare)

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