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Snapchat e le altre pronte a sbancare Wall Street

Redazione
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La scorsa settimana Snapchat è si è quotata alla borsa americana ed ha realizzato una delle più imponenti Ipo degli ultimi due anni. Inizialmente si pensava valesse intorno ai 20 miliardi di dollari, invece solo il primo giorno ha guadagnato il 45%. Le azioni sono passate dai 17 dollari iniziali a 24,6 portando il valore di mercato della società a 30 miliardi di dollari.

La quotazione è l’apice di un processo di crescita impressionante: nel 2016 Snapchat ha visto crescere i suoi utenti del 48% arrivando a 158 milioni di utenti attivi e il fatturato è passato da 60 milioni nel 2015 a 404 milioni di dollari nel 2016, sette volte tanto. Va detto che alla crescita fa da contraltare l’aumento delle perdite che nell’ultimo anno sono state di 515 milioni.

Non si vedeva una Ipo del genere da tempo a Wall Street, seconda solo al debutto di Alibaba.

Evan Spiegel e Bobby Murphy, i giovanissimi e miliardari fondatori di Snapchat.

 

Il bilancio in rosso di Snapchat è un indice di come sono cambiate le dinamiche finanziarie mondiali: negli stessi giorni in cui una società tecnologica, interessante più dal punto di vista dell’idea che del fatturato, arriva a valere 30 miliardi, il gruppo Peugeot fa sapere di aver acquistato Opel per (soli) 1,8 miliardi di euro.

La classifica mondiale delle aziende di maggior valore al mondo è cambiata da tempo ed il comparto tecnologico è senza dubbio quello più interessante, dove ai giganti dell’hardware come Apple, si affiancano Google, Amazon, Facebook, etc. e valgono il 6% di tutta Wall Street, una quota destinata a crescere anche grazie ai debutti più attesi dei prossimi mesi: Uber, Airbnb, Viber e Spotify.

Uber e Airbnb

Sia Uber che Airbnb sono attese in borsa da tempo. Per Uber si ipotizzano valutazioni spaventose che sfiorano i 70 miliardi di dollari, anche se la società praticamente dalla nascita è vittima di continui scossoni dovuti alle controversie legali nei diversi paesi. Il modello di business dovrebbe ulteriormente stabilizzarsi con le auto a guida autonoma. Stesso discorso vale per Airbnb: si parla di una quotazione di circa 30 miliardi di dollari, ma anche qui le controversie legali con il vecchio mondo creano qualche preoccupazione.

Viber

Il Sole (24 ore) ipotizza un approdo a Wall Street anche per Viber, il servizio di messaggistica acquistato nel 2014 per 900 milioni di dollari dalla giapponese Rakuten, internet provider presente in tutto il mondo, un colosso con oltre quattordicimila dipendenti. Dopo l’acquisizione, Viber si è data un nuovo modello di business, l’ecommerce. Si parla di un accordo già fatto con Macy e dell’introduzione di servizi di home banking, un piano di business in pieno stile orientale, un modello di applicazione onnicomprensivo come Wechat.

Spotify

All’appello delle prossime quotate in borsa dovrebbe esserci anche Spotify, unico unicorno europeo: l’azienda cresce, il modello di business è chiaro. Per questo si ipotizza una Ipo nel 2018 per un valore di circa 30 miliardi di dollari.

 

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